Un nuovo percorso

 

 

 

Con questo numero, conduciamo in porto un vecchio progetto che, però, comincia a delineare primi frammenti di lavoro solo nel 1997.

La rivista devia dal suo itinerario originario, cercando di arricchirlo e, insieme, squilibrarlo.

Da "Rivista semestrale di storia e cultura politica" diventa "Rivista semestrale di storia, cultura e politica".

Nei primi dieci anni di vita della rivista, il rapporto società/conflitto è stato assunto, per linee esplicite, come nucleo di fondo e sfondo dei percorsi di indagine.

Da ora in avanti, esso resterà nell'ombra.

Nell'ombra lo cercheremo.

Ne parleremo di meno; sarà presente di più.

Tenteremo di riconnettere sguardo e ascolto, sentimenti e razionalità, dialogo e critica per esplorare i territori più incandescenti dell'avventura umana e dell'organizzazione sociale.

Arti e saperi saranno gli strumenti, i preziosi alleati e le fonti ispiratrici di questo nuovo percorso.

Una speranza animerà i fili della ricerca: imparare a rispettare l'ombra e trarne, senza violenza, la luce raccolta.

Non a caso, iniziamo questa nuova avventura con un monografico su cultura e Sud: luoghi e temi emblematici dell’ombra e delle sue linee di cattura.

Il monografico ha la evidente connotazione di un cantiere di lavoro ad uno stadio rozzo, caotico e dispersivo. Il suo unico elemento di "rigore" è da ricercarsi nel motivo conduttore principale che lo sorregge: la critica dei "luoghi comuni".

Quale oggetto di indagine, più del Sud, può prestarsi meglio alla critica del luogo comune e della fredda razionalità che lo ispira?

Quale migliore tema di ricerca, per impiantare una salutare "lotta di liberazione" dal luogo comune?

Quale scandalo più grande della pretesa di (tornare a) fare teoria e prassi liberatorie, partendo dal Sud?

Cominciare un nuovo percorso, partendo dal Sud, proprio per l’insieme delle motivazioni di rottura appena riferite, ci è sembrato — tra i tanti possibili — il "nuovo inizio" più ricco di premesse e promesse stimolanti.

Un’ultima cosa.

Il "progetto" e i contributi allo stato grezzo che ospitiamo in questo numero sono maturati in discussioni avvenute, a distinti livelli, all’interno dell’Associazione culturale Relazioni e della redazione della rivista, nel biennio 1997-98.

Più che una compiuta "messa in scena", costituiscono una prima e timida inquadratura del problema. Proprio nel loro tentativo di "mettere in mostra", essi si scusano per tutto quello che ancora non riescono a mostrare.