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NELLA RETE
Culture della rete/Culture per la rete.

Per un "Progetto di libertà"
La Redazione di "Società e conflitto"

 1.

Come costruire spazi di libertà in rete?

Come difendersi dalle trappole seduttive del potere di fascinazione della rete?

E ancora.

Come non finire risucchiati nella piattezza culturale che si aggira per la rete?

Come sfuggire alle sabbie mobili delle retoriche e tecnocrazie della rete?

Siamo partiti da queste domande ed altre similari.

Abbiamo ben presente che la rete è occasione di libertà e strumento di vicinanza comunicativa; sede del generarsi di nuove oppressioni e mezzo di formazione di nuove lontananze comunicative.

La rete non sa e non può rinunciare ad essere l'insieme indissociabile di elementi contraddittori.

Libertà e oppressione, vicinanza e lontananza non costituiscono delle diadi irricomponibili, ma strutture aperte interrelate ad altre in configurazioni di significato complesse. Le une e le altre sono in un continuo e instancabile movimento.

La rete disvela questo retroterra epistemologico, mostrando senza pudori il divenire inesausto della sua virtualità nuda. È non solo immagine e paradigma vivente del nostro tempo, ma anche e soprattutto tempo e spazio che noi ora abitiamo.

Abitare la rete, dunque? Oppure siamo abitati dalla rete?

Le due cose sono vere entrambe. Non dobbiamo, però, trascurare un presupposto cardine: alcun abitare in rete può darsi, se prima non siamo abitanti dei mondi che l'hanno partorita e che la trascenderanno.

Ciò indica che abitiamo veramente soltanto prima e fuori della rete. Il nostro vivere e il nostro abitare attraversano la rete: vengono da altrove e altrove si dirigono.

Un punto della rete che si muove verso il suo stesso superamento: ecco, in breve, quello che ambiremmo essere.

 

2.

Detto del nostro approccio culturale di fondo, iniziamo ad articolare in concreto il progetto.

Intendiamo contribuire alla costruzione di una zona franca della rete, profondamente impigliata in essa.

Una zona franca che valorizzi le forme della libertà di espressione e creazione possibili, finora interdette da logiche chiuse e da approcci culturali limitanti.

Una zona franca nella rete che discuta del mondo e della rete. Che proponga nuove immagini del mondo e della rete. Che parli delle culture del mondo e della rete. Che faccia parlare le culture del mondo e della rete.

Una zona franca che alimenti il protagonismo culturale e sociale della rete e dei soggetti che l'attraversano. Che si nutri della libertà dei suoi abitanti e, a sua volta, li sappia nutrire.

Il nostro progetto intende irradiare tale zona franca con uno spazio web: Nella rete.

 

3.

Nella rete ruota intorno ad un'interazione doppia: cultura per la rete e rete per la cultura

Questo non significa che tutto si riduca alla fornitura di "servizi culturali". Al contrario, Nella rete intende battersi contro tutte quelle concezioni che hanno ridotto e riducono la cultura a "servizio" o a "bene" sottoposto alle dure regole del mercato.

Nella rete è da intendersi come comunità aperta che travalica ogni forma di interesse particolaristico che non sia l'agire cooperativo per la libertà della rete e del mondo, nell'ambito delle possibilità e delle risorse che è in grado di mobilitare.

Uno spazio web posto, dunque, al di là di tutte le barriere culturali, sociali e politiche che oggi mutilano la rete e infeudano mondo ed esseri umani sotto logiche alienanti.

Secondo lo spirito che ne è il presupposto costitutivo, lo spazio web Nella rete non intende essere semplicemente una comunità virtuale e/o nemmeno un forum di discussione. Essa ambisce ad essere, prima ancora, una comunità reale molteplice che trasloca in rete e la abita, per effetto di un patrimonio di conoscenze lì condivise e inventate.

V'è l'esigenza di situare ogni luogo e tempo di discussione all'incrocio di tutti i luoghi e tutti i tempi di discussione.

Tutti possono essere abitanti di questi luoghi e di questi tempi.

Chi ha già esperienza del cyberspazio e chi, invece, ne è ancora intimidito.

Chi cerca spazio per parlare e chi, invece, parole per costruire spazi.

Chi è sospinto ai margini e chi è accecato per troppa prossimità al centro.

Chi ancora si spende per il mondo e ancora intende spendere il mondo per cause che non siano l'arricchimento e il potere.

 

4.

Si tratta di ispirarsi ad alcune regole e logiche di esecuzione delle Mailing List e delle Comunità Virtuali, curvandole ed adattandole alle esigenze della comunità aperta che si ambisce essere.

Per questo, urge dare applicazione ai princìpi di funzionamento della comunicazione asincrona, basata sul tempo differito. Solo che qui il tentativo è quello di far esplodere il tempo differito ben fuori il perimetro della Lista di Discussione.

Inoltre, è necessario cercare di mettere a frutto uno dei princìpi aurei su cui si reggono le Comunità Virtuali: conoscersi e interagire, attraversando fulmineamente le distanze. Solo che qui, più specificamente, l'intendimento è quello di facilitare l'interazione cooperativa attraverso la prossimità/distanza telematica.

Ciò consente a nuove forme di identità collettive/individuali di uscire dal loro proprio guscio di nicchia, secondo un processo di continua apertura e rigenerazione. Circostanza, questa, che indica come sia per esse possibile rielaborare di continuo i propri contorni identitari e i propri inputs comunicativi.

Non è al fruitore convenzionale del cyberspazio che ci rivolgiamo. Tra l'altro, questa figura rappresenta un "target" insufficiente e difficilmente stornabile dai circuiti dominanti della rete.

È al cybernavigatore deluso dalla rete che ci rivolgiamo: a chi ha un'idea libera del cyberspazio.

Non puntiamo, in prevalenza, sul bacino esistente dei consumatori acritici di cybercomunicazione. Ci rivolgiamo eminentemente ai cybernavigatori potenziali che la rete non solo non ha saputo accogliere, ma ha addirittura respinto.

Intendiamo, così, concorrere ad aprire ed alimentare un canale di adesione e formazione di un nuovo tipo di cybernavigatore libero, critico e creativo.

Nella rete è uno dei luoghi del possibile all'interno di cui, nella rete, si esercita liberamente questa attività critica creativa. Per questo, si propone di "sfondare" la massa critica di contenimento e freno che trattiene la rete al di qua delle sue potenzialità creative.

Contribuire a creare un circuito cyber infinitamente più libero e amplio può essere, così, possibile.

(gennaio 2000)