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Temi del dibattito politico italiano.

CONFLITTO E NEW ECONOMY
Lo sciopero dei lavoratori della Matrix
di Antonio Chiocchi

1. Dopo un lungo tergiversare, anche in Italia, il conflitto ha fatto irruzione nei santuari della new economy: il 24 gennaio tutti i lavoratori della Matrix hanno scioperato, con un presidio davanti alla sede dell'azienda, contro il proposito del management di tagliare il 65% della forza-lavoro occupata.

Lo sciopero ha fatto registrare un notevole successo e riscosso l'interesse di lavoratori anche di altri settori e l'attenzione dell'opinione pubblica e dei mass media. Allo sciopero e a tutte le iniziative collaterali, i lavoratori della Matrix sono riusciti a coinvolgere anche i lavoratori della "Lycos Italia" e della "Blixer", altre importanti imprese della new economy orientate verso il taglio del personale.

Le lavoratrici e i lavoratori in lotta della Matrix, allo scopo di comunicare le ragioni del loro dissenso, hanno provveduto alla costruzione di un sito web, denominandolo Tute arancioni. Proprio dai comunicati stampa delle "Tute arancioni", è possibile ricostruire gli antefatti della vertenza.

Prima dell'acquisizione del Gruppo Seat da parte della Pirelli, Matrix raccoglieva 309 lavoratori, avendo il controllo di Virgilio, il portale italiano più famoso e frequentato della rete.

Ecco gli intendimenti espressi, in argomento, da Tronchetti Provera dopo il passaggio di proprietà:

Abbiamo posto i primi tasselli del nuovo disegno industriale di Telecom Italia e vogliamo consolidare, nel 2002, una nuova percezione del Gruppo che ne faccia riconoscere i grandi valori ancora non sufficientemente espressi in termini di persone, di tecnologie e di forte presenza sui mercati. In questi ultimi mesi le attività e le principali strutture operative sono state riorganizzate intorno a quelli che sono i cardini del nostro sistema d'impresa: il cliente, la tecnologia, ma soprattutto le risorse umane (1).

"Parole al vento", è il caso di dire.

 

2. La vertenza Matrix, in realtà, inizia a metà del mese di novembre 2001: a questo periodo, infatti, risalgono ripetute convocazioni aziendali, aventi per oggetto il licenziamento del personale (2). Ciò avviene in una congiuntura economica in cui tutti gli indicatori del portale fanno registrare risultati considerevoli:

  • 6,7 milioni di utenti unici nel mese di dicembre 2001;
  • crescita dei visitatori del 60% nel 2001;
  • crescita del 78% delle pagine viste nel 2001;
  • pagine viste nel 2001: circa 4 miliardi.

In una prima fase, la strategia imboccata dall'azienda è stata quella della "separazione consensuale": proposte informali fatte ad personam, affinché i lavoratori si autolicenziassero entro la primavera del 2002 (3), ricevendo un corrispettivo economico pari a 7 mensilità. Ma le lavoratrici ed i lavoratori Matrix si dichiarano indisponibili alle proposte dell'azienda e ne contrastano in maniera compatta le strategie.

Passiamo, così, alla seconda fase. L'azienda tira fuori dal cilindro la proposta dell'outplacement; vale a dire, un corso di sei mesi per trovare un nuovo posto di lavoro (!?). Ecco in cosa consiste l'apprendimento garantito dal corso:

  • come scrivere un curriculum;
  • come sostenere un colloquio;
  • come ricollocarsi sul mercato;
  • come creare una postazione Internet, per reperire lavoro dalla rete (4).

Ancora una volta, la new economy svela il suo basso profilo democratico, con la violazione sistematica dei più elementari diritti sindacali.

Di fronte al montare dell'offensiva aziendale, va incubando all'interno un processo di sindacalizzazione, con la costituzione della RSA, da cui nasceranno successivamente le "Tute arancioni", al cui fianco si schiereranno la Filcams-Cgil e la UilTucs-Uil.

Iniziano, così, gli incontri sindacali formali. Nel corso di essi l'azienda conferma l'ottimo stato di salute di Virgilio e di Seat-Pagine Gialle, vantando un piano di integrazione ottimale tra "attività tradizionale" e "new media" (la cd. "Yellow Economy"), di cui Virgilio doveva essere il centro di gravitazione.

Tuttavia, l'azienda lamenta nei bilanci del gruppo un buco di 148 miliardi, a fronte di ricavi pari a 1.598 miliardi (5). Il taglio di 114 unità lavorative è dall'azienda messo in correlazione al ripianamento del suddetto buco, imputato per intero a "Virgilio" (6).

La riduzione del personale interessa orizzontalmente tutti i comparti produttivi:

  • editoriale: - 24%;
  • sistemi informativi: - 47%;
  • human resources: - 45%;
  • tecnologia: - 25%;
  • Active: - 45%;
  • Giallo: - 28%;
  • amministrazione: - 56%;
  • marketing: - 40%;
  • editoriale: -24%;
  • struttura commerciale: - 45%.

Per vincere le resistenze dei lavoratori, l'azienda propone loro il corrispettivo di € 4.500 (£. 8.713.215), nel caso di rifiuto del corso di outplacement. In alternativa, c'è la mobilità a stipendio zero (visto che l'Inps non riconosce la retribuzione della mobilità alle aziende della new economy), a cui l'azienda dichiara di voler ricorrere alla fine di gennaio 2002.

Come vede, si tratta di un vero e proprio ricatto, al quale le lavoratrici ed i lavoratori non cedono e a cui, anzi, rispondono, intensificando e organizzando al meglio la lotta. A tutt'oggi, l'azienda non ha presentato alcun piano industriale, rinviandolo fumosamente al mese di febbraio, in occasione del lancio del piano generale di "Telecom Italia".

Detto degli antefatti e della cornice della vertenza, passiamo ad esaminarne i risvolti politici e sociali.

 

3. Anche dalla "vicenda Matrix", ricaviamo la lezione che una delle "regole auree" che presiede al funzionamento della new economy è la rigidità massima del profitto di impresa coniugata con la flessibilità massima dell'uso della forza-lavoro intellettuale. Condizioni arcaiche tipiche del capitalismo dell'accumulazione originaria si combinano con la postmodernità dello sfruttamento intensivo del lavoro immateriale. Senza diritti erano i lavoratori nel periodo dell'accumulazione originaria; senza diritti sono i lavoratori immateriali nel capitalismo globale.

La new economy emerge come forma sociale specifica dell' azzeramento dei diritti individuali delle persone e dei diritti sociali dei lavoratori. Costituisce, in questo senso, la frontiera avanzata della sperimentazione di nuove forme di oppressione e di sfruttamento non tanto e non solo del lavoro e dei lavori, quanto e soprattutto dell'energia mentale e immaginativa, dei saperi e delle abilità creative dei lavoratori della conoscenza, della comunicazione e dell' informazione.

Le fasce del lavoro atipico, in gran parte, sono deregolamentate e sottoposte all'arbitrio dei datori di lavoro. Le forme tradizionali della rappresentanza non sono in grado di intercettare ed estendere a queste fasce le tutele apprestate per il lavoro subordinato.

In ulteriore determinazione, il medesimo lavoro subordinato è sottoposto ad un attacco concentrico che intende scardinarne ed azzerarne i diritti. La democrazia sui luoghi di lavoro, tanto della "old" che della "new" economy, è in grande sofferenza, sottoposta a furiosi progetti e processi di cancellazione che hanno nel governo in carica e nella Confindustria i loro massimi ispiratori ed gestori e di cui la soppressione, per delega, dell'art. 18 dello Statuto dei lavoratori non è che la punta dell'iceberg (7). Le sinistre storiche, nel pieno di un attacco forsennato ai diritti dei lavori, dei lavoratori, dei cittadini, degli individui e delle persone, brillano per la loro latitanza e il loro silenzio, dando ulteriore testimonianza del grado massimo della loro dissoluzione.

Lo sciopero dei lavoratori della Matrix è l'ennesimo segnale che viene dai soggetti della mobilitazione in uno scenario sociale che, in questi ultimi anni, si è andato completamente ridisegnando. Basti qui ricordare che, in Italia, il vecchio modello taylorista-fordista delle grosse concentrazioni industriali è andato definitivamente in crisi, con le conseguenza che ora:

  • la maggioranza delle imprese occupa meno di 15 dipendenti;
  • oltre il 60% dei contratti di lavoro è atipico;
  • si polarizzano le fratture tra lavoro ed esclusione sociale e tra lavoro regolare e lavoro irregolare.

La lotta delle lavoratrici e dei lavoratori della Matrix ricorda a tutti noi, con le parole inequivocabili del conflitto, che a lavoratori senza diritti corrisponde una società senza democrazia; e viceversa. Ci ricorda, ancora, che diritti e democrazia sono i termini essenziali per riconiugare la cittadinanza nelle società globali, nel rispetto delle differenze e grazie alla cooperazione tra le differenze. E ciò tanto nei luoghi di lavoro che nella società, tanto nelle sfere del privato che in quelle del pubblico.

Solidarizzare con le lavoratrici e i lavoratori della Matrix e riflettere sulla loro lotta significa difendere i diritti degli altri ed i propri: mai come nel capitalismo globale, il diritto di uno è il diritto di tutti.

(fine gennaio 2002)

 

Note

(1) Cit. da S. Cardini, Benvenuti nella Yellow Economy! Virgilio: il bello di essere fatti fuori, 17/01/2002.

(2) Cfr. l'articolo di Cardini citato alla nota precedente.

(3) Ecco il commento salace di Cardini: "Il cocktail proposto, pacca sulla spalla e una manciata di stipendi per tirare la primavera (nulla di scritto, naturalmente, un innocente pour parler amichevole e informale: nella New Economy il look and feel è tutto) non incanta nessuno. Difficile buttarlo giù. Dopo anni di flessibilità a oltranza d'orario e di mansione, straordinari non pagati, premi non negoziati e legati alla realizzazione di progetti vincenti, con abbondanti libagioni di "il nostro capitale siete voi: date tutti voi stessi e sarete ripagati", questa mutilazione (uno sì, uno no), travestita da divorzio consensuale, suona come un pugno nello stomaco" (op. cit.).

(4) Ibidem.

(5) Per questa informazione, cfr. S. Cardini, op. cit.

(6) Ecco le "trasparenti" dichiarazioni dei portavoci Seat: "I tagli si sono resi purtroppo indispensabili - spiega a Cww un portavoce di Seat - i costi di Virgilio sono troppo alti e non sono adeguati ai ricavi. Negli ultimi sei mesi, Seat ha subito perdite per circa 75 milioni di euro a fronte di un fatturato di oltre 800 milioni di euro. Sul bilancio in rosso hanno pesato soprattutto gli alti costi di Virgilio" (cfr. New economy in piazza, 22/01/2002).

(7) Per una discussione di primo approccio delle "politiche del lavoro" del governo Berlusconi, rinviamo all'articolo Dalla protezione del lavoro alla protezione del mercato. Considerazioni minime sul "Libro Bianco" del governo Berlusconi. Per una valutazione critica dei cardini della new economy, invece, rinviamo ai capitoli del "book in progress" Internet tra tecnica e cultura. Infine, per una prima discussione delle forme dell'irrappresentato e delle nuove forme del lavoro, sia consentito rinviare ad A. Chiocchi, L'irrapresentato. Per un avvio di discorso sulle forme dell'irrappresentato, Associazione culturale Relazioni, Mercogliano (Av), 2002; in partt., i capp. III-VII.